Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Indici della crisi d’impresa: quali sono e come controllarli

Scopri gli indici da controllare per prevenire la crisi d’impresa. I software per l’analisi di bilancio e per il controllo di gestione permettono di monitorare gli indici e prendere decisioni strategiche
indici della crisi d'impresa

Dal maggio 2022 entrerà in vigore il nuovo Codice della crisi d’impresa: per l’imprenditore sarà fondamentale conoscere e tenere sotto controllo gli indici della crisi d’impresa.

In questo articolo vediamo quali sono gli indici da controllare per prevenire la crisi d’impresa e come farlo attraverso l’uso di soluzioni informatiche: il software per l’analisi di bilancio e per il controllo di gestione.

Quali sono gli indici della crisi d'impresa?

Gli indici della crisi d’impresa sono dei parametri utili all’imprenditore e all’amministrazione di un’azienda, di qualsiasi settore merceologico, per avere una rappresentazione realistica della situazione patrimoniale, reddituale e finanziaria presente e futura. L’obiettivo è la previsione della sostenibilità debitoria nonché l’esistenza della tenuta aziendale rispetto alla situazione presente.

L’analisi degli indici permette di valutare la situazione aziendale; se si supera una determinata soglia c’è la possibilità che ci sia una crisi in atto.

Gli indici della crisi comuni a tutte le imprese sono:

  • Il patrimonio netto;
  • Il DSCR (Debt Service Coverage Ratio)
  • Gli Indici settoriali.

 

Per tenere sotto controllo il loro andamento è fondamentale utilizzare il software per l’analisi di bilancio.

Patrimonio netto dell’impresa

Tra gli indici della crisi d’impresa il primo da analizzare è il Patrimonio Netto dell’impresa. Nel caso in cui sia negativo o inferiore al minimo legale, l’impresa risulta essere in presunzione di stato di crisi. In caso contrario si potrebbe ricorrere alla ricapitalizzazione.

Questo indice va controllato guardando la voce del “patrimonio netto”, dove viene indicato il passivo patrimoniale. Indipendentemente dalla situazione finanziaria, il patrimonio netto negativo presuppone una mancanza di prerogativa per la continuità aziendale.

Debt Service Coverage Ratio (DSCR)

Il DSCR è un indice che si ottiene dal calcolo di entrate e uscite sotto forma di liquidità previste nel semestre successivo. Rappresenta la possibilità dell’azienda di poter onorare i debiti a medio lungo termine.

Il calcolo del DSCR può dare due responsi:

  • Risultato minore di 1: il flusso di cassa della gestione operativa non è sufficiente a far fronte agli impegni finanziari a servizio del debito. L’impresa risulta essere in un ragionevole presunzione di stato di crisi.
  • Risultato maggiore di 1: il flusso di cassa della gestione operativa è sufficiente a far fronte agli impegni finanziari a servizio del debito.

 

Il DSCR è utilizzabile solo in presenza di dati prognostici non ritenuti inaffidabili dagli organi di controllo. La stima del dato prognostico è infatti compito dell’organo amministrativo delegato. Per controllare il DSCR è necessario  un previsionale di flussi di cassa.

Indici settoriali

Se il DSCR non è disponibile, è necessario il superamento congiunto delle soglie per gli indici settoriali. La normativa infatti prevede l’utilizzo degli altri indicatori quando il DSCR non è presente o è considerato non attendibile.

Gli indici settoriali sono frutto di un’elaborazione degli Esperti Contabili e del Consiglio Nazione dei Dottori Commercialisti. Sono i seguenti:

  • Indice di sostenibilità degli oneri finanziari: si ottiene dalla differenza tra questi ultimi e il fatturato. Al numeratore si assegnano gli interessi mentre al denominatore i ricavi netti.
  • Indice di adeguatezza patrimoniale: va calcolato il rapporto tra il totale dei debiti e il patrimonio netto, che vanno rispettivamente al nominatore e al denominatore.
  • Indice di ritorno liquido dell’attivo: considerano il cash flow, che è indicato dai costi non monetari e dall’attivo dell’intero patrimonio, considerando il lasso di tempo presente.
  • Indice di liquidità: vanno considerate tutte le attività e le passività sul breve periodo.
  • Indice di indebitamento previdenziale e tributario: rappresentato dai debiti scaturiti dai tributi e dalla previdenza dovuta agli enti del settore dell’assistenza sociale e previdenziale, e il dato totale che rappresenta l’attivo dell’intero patrimonio.

Cosa dice il nuovo Codice della Crisi d’Impresa

Il nuovo Codice della Crisi d’Impresa (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n.14) cambia l’approccio degli imprenditori nei confronti di una crisi. Il codice doveva entrare in vigore nel settembre del 2021, ma è stato posticipato nel maggio 2022.

L’obiettivo della riforma è cercare di evitare che l’emergere di una crisi sia percepito troppo in ritardo, quando non è più possibile intervenire in quanto la crisi è ormai irreversibile. Il codice definisce strumenti per consentire una verifica precoce dello stato delle imprese.

Tra le novità nel codice ci sono:

  • Sistema dettagliato di allerta che consente di accorgersi in anticipo del sorgere di una crisi;
  • Procedure alternative all’esecuzione giudiziale;
  • Procedure concorsuali più snelle, semplici ed economiche;
  • Le tutele ai dipendenti vengono tenute in grande considerazione nella gestione di una crisi.

Analisi di bilancio per il monitoraggio della crisi d'impresa

Tenere controllati gli indici è fondamentale per prevenire lo stato di crisi. L’uso di software consente un controllo semplice e preciso.

Il software per l’Analisi di Bilancio permette di verificare l’equilibrio economico finanziario e di valutare la continuità aziendale anche in ottica previsionale, come disposto dal nuovo Codice della crisi.

Permette di rielaborare i dati contabili di più esercizi, generando report ricchi di testi, indici, tabelle e grafici. Include anche la gestione degli indici della crisi d’impresa, permettendoti di essere conforme alle disposizioni del nuovo codice.

Attraverso questo software è dunque possibile:

  • Comparare periodi diversi
  • Avere prospetti di riclassificazione secondo criteri diversi
  • Ottenere prospetti sulla situazione finanziaria dell’azienda
  • Monitorare indicatori e margini

Il controllo di gestione: prendere le migliori decisioni operative e strategiche

L’analisi di bilancio è una parte del controllo dell’impresa. Il controllo di gestione consente di approfondire la realtà aziendale, aiutando a prendere le migliori decisioni operative e strategiche. È dunque un processo di raccolta, analisi e diffusione di informazioni utili; fornisce feedback, guida e orienta la gestione dell’azienda.

Raccogliendo e analizzato dati da diversi fonti aziendali, permette di analizzare le risorse economiche e di capire come impiegarle per il raggiungimento degli obiettivi operativi.

L’uso di un software di controllo di gestione permette di:

  • Elaborare i dati per attribuire costi diretti e indiretti ai singoli ricavi
  • Variare i parametri di calcolo dei costi diretti 
  • Creare forecast dinamici che considerano i budget e gli andamenti del business
  • Produrre analisi con le informazioni necessarie per il controllo analitico e predittivo

Previeni lo stato di crisi tenendo sotto controllo la situazione aziendale

Controlla indici e margini tramite l’analisi di bilancio e comprendi come gestire le tue risorse aziendali tramite il controllo di gestione. Contattataci per un incontro conoscitivo: ti presenteremo le nostre soluzioni!

In questo articolo

Potrebbe interessarti anche